Fine anno

mercoledì 30 dicembre 2009

E' il mio primo post, dopo che Amunia ha aperto il blog a chi abbia voglia di collaborare a questo spazio.

Tra Natale e capodanno oramai, a me capita di sentirmi peggio perchè so che dovrei far sentir meglio mia madre, come se il resto dell' anno non ne avesse bisogno.
L' ansia di questo periodo si alimenta dell' aspettativa che forse lei ha verso di me (o che io penso lei abbia), che io ho verso di lei ("speriamo che l hanno nuovo porti buone nuove...") .
Cerco di dire basta, l ' aspettativa cerco di averla nei miei confronti, pesa ugualmente ma mi da la sensazione di essere un po meno in balia degli eventi, di dover (poter) fare qualcosa per me. In questo periodo per mia madre è depressione, per me dubbi su quanto durerà, quanto tempo di calma avrò ancora prima che si faccia vedere la bestia nera, la fase maniacale. Perché sì, sarò cattivo, ma per me la calma è legata alla depressione di mia madre, per chi non lo è? Quando lei "si sentirà bene", allora saranno guai. E quest'altalena continua, cronica e infinita di sentimenti non lega molto bene col cambio di data, col cambio di anno. Se ne frega. Ha i suoi tempi incalcolabili, mi lascia precario. Se ogni anno fosse migliore di quello prima, bhè dovrei vivere in un paradiso...
Non sono cattivo. Questi pensieri mi permettono di ossigenare il cervello, è la mia reazione, la mia rivoluzione allo stato in cui vivo, che mi sembra eternamente immutabile, per me e per mia madre. Rileggerò questo post fra qualche mese, quando tutto sarà nero, e saranno tante belle parole, ma ciò nonostante, mi ricorderò che a volte reagisco.

11 commenti:

Anonimo ha detto...

anche io sono figlia di un padre bipolare, ormai da una quindicina d'anni, quel tanto che basta da sapere che non posso più sperare in una guarigione...
e infatti ogni volta la speranza è che la fase depressiva duri il più a lungo possibile, perchè in quel periodo io riesco ancora a vedere chi è mio padre e quanto soffre.
invece ecco arrivare i primi segni, io spero ogni volta di sbagliarmi, ma non sbaglio mai.
so che è una malattia di cui nessuno a colpa, eppure durate la fase maniacale mi ritrovo a odiare mio padre, e io mi odio per queso.
mi devo ripetero "questo NON è lui", fare affidamento ai ricordi per trovare un po' di sollievo e riuscire di nuovo a pensare "mio papà è una brava persona"...
leggendo questo blog mi sono sentita meno sola, grazie di cuore!

Iperico Articolato ha detto...

è bello riuscire sapere che qualcuno capisce questo male incomprensibile, è quello che provo anch' io quando leggo il blog e i commenti, grazie a te.

Fabio ha detto...

Salve, ho appena letto questo blog e anche mia mamma è bipolare purtroppo da circa 4 anni buoni

Fabio ha detto...

Salve, ho appena letto questo blog e anche mia mamma è bipolare purtroppo da circa 4 anni buoni. Io credo che una cosa molto utile sarebbe quella di aiutarci l'un l'altro nei momenti difficili e creare una comunità che possa supportare il singolo ... magari non solo con un blog ma anche in real time (es. IRC). Ditemi che ne pensate ... mi aspetto una risposta. Grazie e in bocca al lipo per tutto!!!

Electric Ladyland ha detto...

Ciao a tutti... Anche io vivo sulla mia pelle da quando avevo 15 anni il bipolarismo di mia madre ed è ogni giorno più devastante... Ho aperto anche io un mio blog per trovare altri nelle mie stesse condizioni. Sono d'accordo con Fabio che dovremmo unirci e tenerci in contatto per sostenerci. Non disperdiamoci, perché anche solo poterne parlare con qualcuno che può veramente capire il dramma che viviamo può essere fondamentale per sentirci meno soli!

Un abbraccio.

Anonimo ha detto...

ok...ci provo...
non ho mai partecipato ad un blog, ma questa volta sono stata io ad avervi cercato! ho cercato voi che siete come me! in un momento di grande sconforto in cui ho creduto di essere una persona davvero schifosa...perchè non riuscivo davvero più a sopportare mia madre.
Invece mi avete aiutato a capire che non sono io il problema, ma che è questa malattia, la sua infinita ciclicità che ti logora dentro piano piano, sempre di più ogni volta, fino a farti diventare capace di pensare cose terribili che ti vergogni persino a raccontare, quando ti calmi e ci ripensi...e che a volte fa ammalare anche te! ho sentito che io non sono sbagliata...solo che a volte sono solo troppo stanca e sconfortata!
e per questo vi voglio ringraziare, perchè non mi sono sentita più sola, e mi avete fatto sentire "normale", e in parte anche fortunata perchè sul fondo del fondo ci siamo arrivate, ma poche volte nonostante sia da tanti anni ormai che lottiamo con questa situazione...
vorrei anche dirvi, come dico sempre a me stessa, di non mollare, di non lasciare mai andare, e di insistere sempre, ma di ricordarvi anche che c'è una vita, la nostra vita, che dobbiamo vivere e che sacrificarla non porta vantaggi...per nessuno.

grazie...

Electric Ladyland ha detto...

Cara Anonima, ti capisco in tutto e per tutto. Per me è stato esattamente lo stesso. L'odio amore che provo per mia madre mi devasta e per lungo tempo anche io mi sono vergognata dei pensieri negativi che provavo e provo tuttora nei suoi confronti, finché grazie ad internet sono riuscita a trovare le testimonianze di altri figli di bipolari... Ho capito anche io che molti dei miei comportamenti erano delle reazioni inevitabili al forte stress, anzi, al vero e proprio trauma che è convivere con un genitore che non riconosciamo più, il cui umore cambia di continuo, in modo imprevedibile. Dopo un periodo di relativa pseudo-normalità, mi trovo ora di nuovo proiettata in un incubo. Mia madre è tornata ad essere una mina vagante, di nuovo pronta a sconvolgere l'equilibrio familiare a fatica riconquistato. Mio padre ne soffre sulla propria pelle le dirette conseguenze, capro espiatorio della rabbia e dell'aggressività materna ed è nuovamente a rischio depressione.

Uniamoci, ragazzi, uniamoci e facciamoci forza gli uni con gli altri. La società, le strutture preposte, ci hanno lasciati soli ad affrontare questo dramma. Sosteniamoci a vicenda, condividiamo informazioni, sensibilizziamo, come possiamo, la società. Usciamo dalla vergogna e dall'isolamento. Da soli non ce la possiamo fare.

Scusate questo mio sfogo, ma non sopporto più di dover vivere questa situazione nel silenzio e nell'indifferenza di tutti.

Vi abbraccio forte.

Anonimo ha detto...

mamma mia ragazzi quando hovisto questo sito mi sono sentita bene perchè mal comune mezzo gaudio ma male perchè quanti siamo a soffrire per gli sbagli dei nostri genitori?io non credo alla malattia e per me stare bene o male è solo una scelta,credo nella forza di volonà sopra ad ogni cosa è la mia religione e posso dirlo:ho 25 anni sono nata e ho sempre visto mia madre così,lei SCEGLIE DI NON GUARIRE,guardate bene i vostri genitori bipolari...che dite ho ragione io oppure no?

Iperico Articolato ha detto...

Credo sia difficile dirti se hai ragione oppure no, pur vivendo tutti lo stesso male dei nostri genitori in termini di definizione, penso che poi ogni persona affetta declina la malattia secondo il proprio vissuto , le proprie relazioni.
Di conseguenza anche noi figli vediamo, viviamo, cerchiamo di analizzare la situazione con punti di vista per forza differenti tra di noi.
Voglio dire che se tu sei convinta che tua madre non abbia voglia di curarsi, sicuramente hai dei forti motivi per pensarla così, e non credo che nessuno qui possa dirti se fai bene o male.
Io posso solo portarti la mia esperienza, io sono convinto che la malattia sia proprio in primis la negazione di esserne affetto, per cui la negazione delle cure. Non riesco a farne una colpa a mia madre, sarebbe come dare la colpa ad una persona con una gamba rotta di non voler correre.
Ma ripeto, è come io vivo la malattia, ed è per come vedo mia madre.
Per come hai esordito il commento, so che comunque tu la possa chiamare, malattia, non voglia di curarsi, scelta deliberata di rimanere così, la situazione ti fa/ti ha fatto star male a te, figlia.
A questo punto io sono d'accordo con te sulla forza di volontà, ma la applico a me stesso, cioè alla voglia di non star più male, reagendo a questa situazione. Non posso cambiare mia madre, ma posso e voglio star meglio con me stesso e con gli altri, senza che mia madre invada cosi tanto come ha fatto finora i miei pensieri, i miei spazi ed il mio tempo.
Se questo vuol dire pensare mia madre non volonterosa di guarire, pensarla malata, pensarla bisognosa di una casa di riposo, pensare di seguire un percorso con uno psicologo, pensare di emigrare in Australia, bhè con quello che abbiamo/stiamo passando, credo abbiamo tutto il diritto di riprenderci la nostra vita in mano. E, purtroppo, quasi sempre solo chi ha vissuto in prima persona come noi questa situazione può capire e accettare queste reazioni.
Un abbraccio

Anonimo ha detto...

Ho 40 anni e mio padre ha sempre sofferto di bipolarismo ha dei momenti di calma e dei momenti in cui ti accusa dicendoti tutto di più, minacciando di scappare a volte pure di mettere le mani addosso è arrivato pure ad inventarci d'avere un tumore. Io non lo sopporto più, ho 40 anni per colpa sua non ho mai festeggiato niente, ho dei momenti in cui lo odio, non lo vorrei più avere di intorno, a volte mi sembra di stare più male di lui... non sono cattiva vorrei solo farmi la mia vita, ma senza di lui che appartiene a quella categorie di persone "nate morte dentro".

Anonimo ha detto...

Perdonami ho parlato solo del mio problema, sono la donna di 40 anni che non ne può più, io risolvo ignorando mio padre, pure il dottore 11 anni fa quando mio padre peggiorò ed io avevo bisogno di un po di supporto mi consigliò di lasciare l'ufficio, perché lavoravamo assieme (lui mi aveva cacciato diceva che gli fregavo i clienti... figurati io segretaria lui ingegnere non so come poteva essere possibile)insomma mi disse così se lui va a destra, te vai a sinistra, in parole povere, ignoralo, evitalo se non lo sopporti, non lo sopporti a starci assieme per forza peggiori solo la situazione. Mia madre non si è mai data pace, ma davvero detesto lui e la sua malattia, non posso farci niente, viviamo nella stessa casa, non ho un lavoro quindi non posso andare altrove di conseguenza cerco di ignorarlo il più possibile, mio fratello lo sopporta più me, ma lui ha un carattere diverso dal mio buon per lui, io invece mi sento oppressa da mio padre.